Il Giardino di Ninfa vince il secondo posto dell’European Garden Award 2018

IL GIARDINO DI NINFA PREMIATO ALL’EUROPEAN GARDEN AWARD

Uno scrigno di mura medievali custodisce, tra ruscelli e laghetti, circa 1300 specie di piante, la cui fioritura si alterna per tutto l’anno in un equilibrio di bellezza e storia: un luogo che affascina da secoli i sognatori di tutto il mondo. Parliamo del Giardino di Ninfa, dal nome della città sorta nel VII secolo d.C. nell’area tra Cisterna di Latina e Sermoneta (LT), i cui resti sono oramai un tutt’uno con il pittoresco giardino all’inglese che da cent’anni la famiglia Caetani prima e la Fondazione Roffredo Caetani poi, gli ha creato intorno, premiato anche dall’European Garden Award 2018 come il secondo giardino più bello d’Europa, nella sezione “Eredità europea dei giardini e del giardinaggio”.

Il Premio – istituito nel 2010 dall’European Garden Heritage Network –  si è tenuto il 7 settembre scorso a Nordkirchen, in Germania, assegnando ai Kew Gardens del Regno Unito il primo posto per l’arte dei giardini. Ninfa ha però un primato assoluto, che il New York Times gli ha assegnato qualche mese fa: “il giardino più romantico del mondo”, visitato anche da Lady Diana in un suo viaggio in Italia.

Il tempietto dedicato alle Ninfe Neiadi
Il Tempietto dedicato alle Ninfe Neiadi

LA STORIA DEL GIARDINO DI NINFA
L’oasi, così come la vediamo oggi, nasce a partire dal 1921 sulle rovine della città e sul fiume Ninfa che gli ha dato il nome, derivato dal tempietto dedicato alle Ninfe Neiadi che in epoca romana sorgeva nell’area.

La città ha vissuto intensamente più di VII secoli di storia e due scismi, quello del 1159-1178 che ha visto contrapporsi Papa Alessandro III (Rolando Bandinelli), sostenuto dalla famiglia che allora controllava Ninfa – i Frangipane –, e Papa Vittore IV (Ottaviano de’ Monticelli) difeso da Federico Barbarossa. Le truppe dell’Imperatore fecero prigioniero Alessandro III che, liberato da Oddone Frangipane, venne incoronato Papa nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Ninfa, i cui resti sono visibili tutt’oggi. La ritorsione del Barbarossa non tardò ad arrivare e la città, nonostante il fortilizio costruito dai Frangipane, fu saccheggiata ed incendiata nel 1171, quindi abbandonata per vari anni.

L’altro scisma (c.d. d’Occidente 1378-1417) fu fatale per Ninfa, vittima delle lotte tra i sostenitori del Papa di Roma Urbano VI e dell’Antipapa di Avignone Clemente VII. Intanto la città, per la posizione strategica come via d’accesso a Roma, era cresciuta ed era divenuta proprietà dei Caetani, famiglia nobiliare originaria di Gaeta, che dal 1294 aveva consolidò il suo potere grazie all’ascesa al soglio pontificio di Benedetto Caetani, Papa Bonifacio VIII. Anche se nel luglio 1380 fu un altro Caetani, il Conte Onorato, che parteggiava per l’Antipapa, a saccheggiare e distruggere definitivamente la città di Ninfa, dove risiedeva il ramo della famiglia vicina ad Urbano VI.

rocca medievale dei Frangipane
La Rocca medievale dei Frangipane

Se un microclima eccezionale ha permesso a questi 8 ettari di terreno di diventare quel luogo affascinante e magico in cui riescono a crescere, senza serre, varietà di piante diversissime, dalle magnolie agli aceri giapponesi, dai glicini ai bambù, e piante tropicali come avocado e banani, l’intuizione di costruire un hortus accanto alla rocca medievale dei Frangipane fu dell’appassionato di botanica Cardinale Niccolò III Caetani, nel XVI, effettivamente realizzato dall’architetto Francesco (Capriani) da Volterra. L’hortus fu abbandonato e poi ripreso nel 1600 dal Duca di Sermoneta Francesco IV Caetani, che se ne allontanò per via della malaria che infestava le temibili paludi pontine.

Fu solo nell’800, quando il noto medievista tedesco Ferdinand Gregorovius, nei suoi libri di viaggio in Italia descrisse Ninfa come una “Pompei del Medioevo”, che il fascino della città e dell’orto furono riportati alla luce. Anche i Caetani tornarono agli antichi possedimenti e decisero di creare a Ninfa un giardino inglese, bonificando le paludi. Artefici dell’impresa furono prima Ada Bootle Wilbraham, moglie di Onorato Caetani, con due dei suoi figli, Gelasio e Roffredo, che piantarono alberi e rose e restaurarono alcune rovine, tra cui il palazzo baronale della famiglia, oggi sede degli uffici della Fondazione. Proseguì l’opera Marguerite Chapin, moglie di Roffredo, che negli anni ’30 accolse nel Giardino letterati ed artisti legati ai circoli letterari che ruotavano intorno alle riviste di cui era animatrice (“Commerce” e Botteghe Oscure”).

Fu poi Donna Lelia, figlia di Roffredo, l’ultima erede dei Caetani morta nel 1977 senza figli, a creare la fondazione per preservare la memoria del casato e il gioiello di famiglia e permettere una fruizione pubblica del giardino, che è Oasi del WWF dal 1976 e dal 2000 Monumento naturale riconosciuto dalla Regione Lazio. Ninfa, come spiega il sito della Fondazione Caetani, può essere visitato dal pubblico solo su prenotazione, durante le 29 aperture annuali: un limite necessario per “preservare il suo delicato equilibrio ambientale”. La visita, però, vale l’attesa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Questa casella GDPR è richiesta

*

Accetto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito usa cookie di terzi per analizzare il traffico. Per dettagli o per gestire il consenso, leggi la Privacy Policy and la Cookie Policy