L’iconografia mariana in Valnerina

ICONOGRAFIA MARIANA NEI SANTUARI DELL’UMBRIA

L’itinerario proposto introduce un tema di singolare interesse per la storia dell’arte sacra in Valnerina.

Le immagini che affollano chiese e santuari, rappresentano la storia e le usanze del popolo che per secoli le ha venerate. Senza entrare in ambito specialistico, scopriamo una serie di informazioni essenziali per comprendere l’arte e la devozione popolare mariana.

Parliamo, a tal proposito, dell’Incoronazione della Vergine nell’arte sacra dell’Umbria e il culto della Madonna della Neve, nel pensiero magico e religioso della Valnerina.

Il motivo dell’incoronazione della Vergine appartiene alla tipologia delle rappresentazioni artistiche che celebrano la regalità di Maria.

Nell’affresco che orna la volta dell’abside della Chiesa di San Michele Arcangelo a Gavelli (Perugia), Cristo seduto tra le nubi incorona la Vergine Maria coperta da un manto rosso. Sullo sfondo, la grande mandorla, sui cui bordi sono raffigurati due gruppi di angeli, racchiude le due figure. A destra e a sinistra della scena dell’Incoronazione, schiere di santi, profeti ed angeli musicanti si mescolano alle sibille, che avevano previsto la nascita del Puer.

Nella fede popolare, la Regina del Cielo, nella sua gloria, non è distante dai suoi figli, anzi, il suo potere garantisce l’efficacia della sua mediazione.

Madonna che su ‘ncielo c’avete la scala, ‘n paradiso c’avete la corona. Madonna rispondete a chi ve chiama. Madonna, che ve chiamo io, rispondete a lo bisogno mio.

La formula proviene dal Cerretano.

Per comprendere il tema della devozione mariana in Valnerina, dobbiamo parlare del culto della Madonna della Neve, a cui è consacrato il tempio di Castel Santa Maria, santuario a pianta ottagona di cui si conservano alcuni resti, voluto dal vescovo di Spoleto Fulvio Orsini (1562 – 1581), affrescato da Camillo Angelucci da Mevale.

Quali sono le origini del culto in onore della Madonna della Neve?

Secondo la tradizione cattolica, a metà del quarto secolo, un patrizio romano di nome Giovanni, non avendo avuto figli dal suo matrimonio, decise di offrire i propri beni alla Santa Vergine per la costruzione di una chiesa a lei dedicata. Pregò con fervore affinché gli fosse rivelato il luogo in cui erigerlo.

Fu allora che la Vergine apparve in sogno a Giovanni e sua moglie dicendo loro di costruire il tempio dove, durante la notte, fosse caduta la neve.

Il giorno dopo i coniugi si recarono da papa Liberio, per raccontare il sogno, e andarono insieme sul luogo indicato, il Colle Esquilino di Roma, che fu trovato ricoperto di neve. Lì il pontefice tracciò il perimetro della nuova chiesa, dove oggi sorge la basilica di Santa Maria Maggiore.

Per quanto riguarda la devozione popolare umbra alla Madonna delle Neve, don Ansano Fabbi raccolse la seguente preghiera:

Madonna della Neve mia beata in cielo ed in terra ti vengo a vedere. In questo luogo dove stai posata deh! Fai le grazie la notte e lo dine, così ti prego che la faccia a mene. Così ti prego, Vergine Maria, ti saluto e dico: Ave Maria.

Fonti: Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, Sant`Anatolia di Narco, Scheggino – Tra Cielo e Terra: Gli itinerari del Sacro in Valnerina. Scopri l’itinerario.

Paolo Aramini

Paolo Aramini

Di borgo in borgo, di castello in castello, di eremo in eremo, al servizio di un territorio da raccontare.

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