L’astronomia nella chiesa degli Angeli… e non è un romanzo di Dan Brown

L’ASTRONOMIA NELLA CHIESA DEGLI ANGELI (ROMA)

Qualcuno ha memoria di un qualsiasi evento accaduto fra il 5 e il 14 ottobre 1582? Va bene andate pure a cercare su wikipedia. Non lo avete trovato, vero? Infatti, quei giorni nel nostro calendario non esistono. Tutta colpa di Caio Giulio Cesare.

Nel 46 a.C. Giulio Cesare mise ordine nel confuso annuario dei Romani adottando ufficialmente il calendario basato sui calcoli dell’astronomo egizio Sosigene di Alessandria. Alessandria d’Egitto era una delle recenti acquisizioni di Roma che maggiormente brillava per vivacità culturale e ricerca scientifica. Antica colonia greca fino dal quarto secolo a.C., Alessandria sarebbe rimasta per secoli un faro di scienza e conoscenza, per poi dover cedere alla intransigenza religiosa prima cristiana nel quarto secolo d.C. (ricordate Ipazia?) e poi a quella mussulmana nel settimo secolo.

Ma il calendario di Sosigene partiva da una serie di approssimazioni, in particolare sulla esatta durata dell’anno solare, che non è composto di un numero esatto di giorni. Gli errori sulla durata dell’anno venivano compensati con un giorno in più aggiunto dopo il 24 febbraio ovvero dopo il sexto die ante Calendas Martias. Questo giorno era detto bis-sexto, cosa che ha evidentemente dato nome agli anni bisestili.

Ma anche così gli errori si cumulavano e in realtà il calendario giuliano anticipava di un giorno ogni circa 128 anni. La cosa può sembrare banale, ma ancora una volta la religione impose le proprie ragioni. Infatti, la Pasqua cristiana, o Pasqua di Resurrezione, deriva dalla Pasqua ebraica, Pèsach o Pasqua di Liberazione. La Pasqua si deve celebrare la prima Domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera. Quindi sapere esattamente quando sia questo equinozio è fondamentale per le celebrazioni della Pasqua. Papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, nulla a che vedere col suo omonimo uomo di spettacolo Gianni, era un uomo di studi che aveva rinunciato alla professione accademica per fede e aveva dato dimostrazione di anticonformismo decidendo, da prelato, di avere un erede da una donna mediante coniunctio carnale, a rischio di veder fallire anche la sua carriera ecclesiastica.

L'astronomia nella chiesa degli Angeli... e non è un romanzo di Dan Brown
Gregorio XIII *

Gregorio XIII dunque istituì una commissione scientifica che, basandosi sulle osservazioni fatte da Nicolò Copernico  qualche anno prima, determinò lo scostamento dall’anno solare vero e mise a punto un nuovo calendario. Emanato con bolla papale, questo calendario, oggi universalmente noto come Calendario Gregoriano, fu ufficialmente adottato nel 1582. Il rito Cristiano Ortodosso non lo ha mai adottato, non riconoscendo l’autorità del Papa, e questo spiega perché la Pasqua Greca non coincide, per fortuna dei turisti, con quella cattolica.

Ora il problema era come essere sicuri di non aver fatto una fesseria sesquipedale, soprattutto dopo che Urbano VIII aveva stigmatizzato le idee scientifiche di Galileo come contrarie alla Dottrina. Fu così che un altro Papa, Clemente XI, avvicinandosi il giubileo del 1700, diede mandato a Francesco Bianchini di costruire uno strumento astronomico che consentisse di verificare la data esatta dell’equinozio di primavera. Bianchini, con l’aiuto degli astronomi Maraldi e Cassini (si proprio lui, lo scopritore dei satelliti di Saturno e della divisione negli anelli del pianeta che ancora oggi si chiama “divisione di Cassini”), optò per la costruzione di una meridiana a “camera oscura”.

Si trattava di trovare un edificio adatto in cui praticare un foro di opportuna dimensione e in appropriata posizione, tale che il sole potesse proiettare la propria immagine sul pavimento, così da poterne seguire con precisione i movimenti. Il vantaggio di queste meridiane è l’elevata precisione che si può ottenere rispetto agli orologi solari classici (meridiane e gnomoni), in quanto consente di essere di dimensioni ragguardevoli, quindi estremamente sensibile. Il problema era trovare un edificio idoneo con un’altezza superiore ai 20 metri, un orientamento nord-sud adeguato e con molto spazio libero sul pavimento per la proiezione dell’immagine solare. Per questo fu scelta la chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma.

Basilica di Santa Maria degli Angeli e i Martiri, pz della Repubblica
A dx la parete che ospita il foro stenopeico (indicato dalla freccia)
a sn Particolare del foro da distanza ravvicinata. Notare il taglio all’arco per non interrompere il fascio di luce

La chiesa era stata costruita sui resti delle Terme di Diocleziano su progetti di Michelangelo Buonarroti che erano risultati molto conservativi dell’eredità archeologica del luogo, uno dei primi esempi di tate sensibilità. Fra l’altro la chiesa fu “abbellita” da Vanvitelli, attorno alla metà del XVIII secolo, che rese l’interno della chiesa più aderente al gusto dell’epoca. Oggi ospita la tomba del poeta Salvator Rosa e del Maresciallo d’Italia Armando Diaz, se volete artista anche lui, ma della guerra.

Meridiana in Santa Maria degli Angeli e i Martiri a Roma

La meridiana è costituita da un foro stenopeico ovvero di piccolissima dimensione, circa 2 cm, posto a 20 metri dal suolo, incluso in uno stemma papale. Il foro proietta un’immagine del sole sul pavimento della chiesa, con lo stesso principio con cui venivano ottenuti i dagherrotipi. Grazie a precisi calcoli degli astronomi Maraldi e Cassini sul pavimento della chiesa venne posta una banda di ottone lunga 44 metri che segna il mezzogiorno quando l’immagine solare cade su di essa. Ogni giorno l’immagine cade in una posizione differente: più vicino al foro in estate, quando il sole è più alto nel cielo, e più lontano d’inverno quando il sole sale basso sull’orizzonte. In questa maniera è possibile individuare con esattezza quando cade il mezzogiorno dell’equinozio.

Essa fu inaugurata il 6 ottobre 1702, Ai lati della banda metallica sono visibili le costellazioni in cui transita il sole in quel periodo. Va ricordato che a quei tempi l’astrologia era spesso associata all’astronomia e spesso gli astronomi, per “portare a casa la pagnotta” e finanziare i loro studi scientifici, dovevano fare previsioni astrologiche a favore di notabili, nobili e regnanti.

Immagine del disco solare
Immagine del disco solare proiettata dal foro stenopeico sulla meridiana **

Ma la meridiana a “camera oscura” è anche stata strumento di ricerca su alcuni fenomeni scientifici come la “precessione degli equinozi”, oltre che indispensabile strumento della misura del tempo in un’epoca in cui gli orologi meccanici erano ancora piuttosto imprecisi. Anche per questo molte chiese in Italia ospitano meridiane a camera oscura, fra cui non si può dimenticare quella della Basilica di San Petronio in Bologna che ospita un’altra meridiana di Cassini con maggiori riferimenti astronomici, o quella ignorata dai turisti nel Duomo di Milano, o ancora quella molto più recente del Duomo di San Giorgio a Modica.

Tutte le foto sono dell’autore tranne:

*Lavinia_Fontana_-_Portrait_of_Pope_Gregory_XIII. Pubblico Dominio, via Wikimedia Commons

**Meridiana Bianchini – Di Wikibob – frame from movie by User:Wikibob, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=427310

Domenico Pignone

Domenico Pignone

Ricercatore emerito del Consiglio Nazionale delle Ricerche

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