FrittataLove: “Chi è che non sappia far frittate?”

#FrittataLove | LA FRITTATA DI ZUCCHINE

Piatto classico dell’estate, ottimo in tutte le stagioni, veloce ed economico.

Ingredienti per due persone: 4 uova, olio di oliva q.b., due zucchine medie, sale q.b., pepe.

Negli anni ho scoperto che ognuno prepara la frittata a suo modo, c’è chi aggiunge latte o panna, chi formaggio — parmigiano grattugiato o mozzarella — e chi farina. Io la preparo semplicemente con uova e verdura, senza formaggio e senza sale, ma con un pizzico di pepe o altre erbe aromatiche, dipende dal tipo di verdura utilizzata. Con le zucchine il delicato aroma del timo è perfetto! Anche se, a mio parere, è meglio comprare il timo fresco e farlo essicare in casa, piuttosto che il timo in vasetto già pronto, il gusto è decisamente migliore.

Chi è che non sappia far frittate? E chi è nel mondo che in vita sua non abbia fatta una qualche frittata?

L'arte di Mangiar Bene, Pellegrino Artusi

Scrive Pellegrino Artusi ne La scienza in un cucina e L’arte di mangiar bene

“Pure non sarà del tutto superfluo il dirne due parole. Le uova per le frittate non è bene frullarle troppo: disfatele in una scodella colla forchetta e quando vedrete le chiare sciolte e immedesimate col torlo, smettete. Le frittate si fanno semplici e composte; semplice, per esempio è quella in foglio alla fiorentina che quando un tale l’ebbe attorcigliata tutta sulla forchetta e fattone un boccone, si dice ne chiedesse una risma. Però riesce molto buona nell’ecellente olio toscano, anche perché non si cuoce che da una sola parte, il qual uso è sempre da prefersi in quasi tutte. Quando è assodata la parte disotto, si rovescia la padella sopra un piatto sostenuto colla mano e si manda in tavola.” Cit. da La scienza in cucina e L’arte di mangiar bene: 145. Frittate Diverse

Se non conoscete il celebre manuale di cucina italiana, ancora oggi fonte d’ispirazione di molti libri e molti blog, edito nel 1891 dall’Editore Landi a spese dell’autore e diffuso dall’Artusi per via postale, ne consiglio la lettura. Ho del libro alcune edizioni cartacee ed una versione per ebook reader, da portare sempre con me anche in viaggio. Nel sito di Casa Artusi trovate il testo in versione pdf scaricabile gratuitamente.

Il Cucchiaio d’Argento – Editoriale Domus, VI edizione, 1972 – suggerisce ben 34 ricette di frittata, mentre nella IV edizione – Editoriale Domus, seconda ristampa, 1956 – ne suggerisce 20 e dedica al tema delle uova un intero capitolo, l’ottavo, leggiamo a pagina 200:

Il Cucchiaio d'Argento, Editoriale Domus, VI edizione, 1972

FRITTATA

«Vi sono due tipi di frittata: quella classicamente italiana, piatta e rotonda, e quella francese, ripiegata e ovale, comunemente chiamata omelette. Per ottenere una buona frittata è necessario avere una buona padella di ferro spesso, a bordi bassi e svasati e a fondo perfettamente piano. È anche bene che questa padella venga usata soltato per fare le frittate.
Frittata rotonda — Mettere la padella sul fuoco moto forte con del grasso (burro, olio o strutto); quando il grasso sarà ben caldo, versate sopra le uova, già preventivamente sbattute, mescolate rapidamente con un cucchiaio di legno e, appena la frittata comincia a solidificarsi, scuotete la padella per staccre la parte inferiore. Capovolgete quindi la frittata e fatela cuocere dall’altra parte. In questo modo otterete una frittata non unta e morbida nell’interno.»

Leggiamo nella VI edizione: «FRITTATA Una preparazione molto comunce e molto usata per le uova. Non è così facile come sembra, che riesca perfetta. Una frittata ben riuscita deve essere asciutta e dorata esternamente, morbida all’interno. Può essere semplice e senza aggiunte, oppure arricchita e insaporita da altri ingredienti. È ottima sia calda che fredda, come antipasto o anche servita come primo piatto.»

E per condurre al fine questa celebrazione di uno dei miei piatti preferiti, una poesia di Salvatore Di Giacomo in cui l’immagine della frittata nel piatto suggella l’incontro fra due innamorati.

La mia frittata di zucchine

Da “Vierze nuove”
(1901)

Maggio. Na tavernella
ncopp’ ‘Antignano: ‘addore
d’ ‘anèpeta nuvella;
‘o cane d’ ‘o trattore

c’abbaia: ‘o fusto ‘e vino
nnanz’ ‘a porta: ‘a gallina
ca strilla ‘o pulicino:
e n’aria fresca e ffina

 

ca vene ‘a copp’ ‘e monte,
ca se mmesca c’ ‘o viento,
e a sti capille nfronte
nun fa truvà cchiù abbiento…

Stammo a na tavulella
tutte e dduie. Chiano chiano
s’allonga sta manella
e mm’accarezza ‘a mano…

Ma ‘o bbì ca dint’ ‘o piatto
se fa fredda ‘a frettata ?…
Comme me sò distratto !
Comme te sì ncantata !…

Mariavittoria Ponzanelli

Mariavittoria Ponzanelli

Digital PR, Web Copywriter, Web Director. Dal 2012 è Social Manager di ©romaapiedi.com – progetto per un turismo più social. Nel 2016 fonda il Magazine Italia a piedi.

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